mercoledì 31 maggio 2017

Fiat Argo - La Brasiliana Premium

FCA
Tutto sulla Nuova Fiat Argo. E' dotata di Keyless Entry'N 'Go, specchi adattivi, abbaglianti automatici...
In Brasile è stata presentata la nuova Fiat Argo.
FIAT ARGO:
evoluzione Latam del design con ispirazione italiana
design interno e spazio sorprendente
Tecnologie e attrezzature senza precedenti per il segmento
standard di finitura e costruzione di primo livello
Esclusivo centro multimediale Uconnect da 7 pollici con Apple e Android Auto CarPlay
Sicurezza e manovrabilità superiore con controllo elettronico della stabilità (ESC), Controllo della Trazione (TC) e Hill-Holder
Riconosciuta l'efficienza e l'economia dei Firefly 1.0 e 1.3, con il sistema Start & Stop
Prestazioni del motore E.torQ 1.8 Evo VIS, il più potente della sua categoria
Sette versioni combinando tre motori e tre tipi di cambio: manuale, GSR e automatico a sei velocità
La linea più completa di accessori e servizi firmati Mopar
Stile, tecnologia, comfort, prestazioni, sportività e sicurezza.
La Fiat Argo è il risultato di un grande investimento di Fiat Chrysler Automobiles (FCA) nella modernizzazione del Polo Automotive a Betim (Minas Gerais), concentrandosi sull'eccellenza costruttiva.
La Fiat Argo si distingue con l'introduzione di sistemi presenti solo nei segmenti superiori per quanto riguarda il Brasile. Tra gli elementi che aumentano la sicurezza a bordo ci sono gli airbag laterali anteriori e una videocamera per la retromarcia con linee dinamiche e sensori di parcheggio. Sedili con ISOFIX. Inoltre è dotata di:
Controllo elettronico della stabilità (ESC)
Traction Control (TC)
Hill-Holder
Corpo rinforzato con acciai ad alta resistenza
ESS (attivazione automatica delle quattro frecce in caso di frenata brusca)
Il bagagliaio ha una capacità di 300 litri, e l'abitacolo è il più spazioso della sua categoria con numerosi e spaziosi vani porta oggetti.
La Argo è dotata di Keyless Entry'N 'Go per apertura e avviamento senza chiave, Climatizzatore automatico, specchi richiudibili elettricamente con luce di cortesia per illuminare la strada quando si apre la portiera al buio. Lo specchio destro ha anche la funzione "tilt-down", che si adatta automaticamente ad una posizione inferiore nella manovra di retromarcia. E' inoltre dotata di tergi, luci e abbaglianti automatici.
La Fiat Argo è disponibile in sette versioni, più una serie esclusiva di lancio, chiamata Opening Edition Mopar, limitata a 1.000 unità.
Fiat Argo Drive 1.0
Fiat Argo Drive 1.3
Fiat Argo Drive 1.3 GSR
Fiat Argo Precision 1.8
Fiat Argo Precision 1.8 AT6
Fiat Argo HGT 1.8
Fiat Argo HGT 1.8 AT6

mercoledì 19 aprile 2017

FCA - Fiat ed Abarth alla conquista della Germania con un nuovo Capo

FCA
In Germania importante novità per Fiat e Abarth due dei brand più celebri di FCA, avranno un nuovo responsabile.
Il gruppo italo americano Fiat Chrysler Automobiles ha comunicato che in Germania Fiat e Abarth avranno un nuovo responsabile . La società guidata dal numero uno Sergio Marchionne ha annunciato infatti che Roberto Debortoli assumerà la posizione di responsabile per i marchi Fiat e Abarth. Il suo predecessore Giorgio Vinciguerra ottiene un altro ruolo all’interno della società, così come ha riferito un portavoce del gruppo italo americano ad Automobilwoche.  Maggiori dettagli su questo cambiamento importante nell’organigramma societario di FCA in Germania saranno resi noti, a quanto pare, nei prossimi giorni.
Cambio al vertice in Germania per Fiat e Abarth.
Vinciguerra aveva assunto la carica a febbraio del 2016. Non è stato ancora chiarito il motivo che ha portato a questo cambio al vertice di Fiat e Abarth in Germania. Il costruttore italiano per il momento non ha rotto il silenzio sulla questione. I dati di vendita degli ultimi nove mesi sono stati molto positivi per FCA in Germania. Tuttavia, ci sono ancora diverse cose che non vanno, soprattutto per quanto concerne i rapporti con i concessionari Fiat. Questi infatti hanno criticato il fatto che gli obiettivi di vendita non sono stati raggiunti. Di conseguenza, molti dei partner non hanno ancora firmato i contratti di rinnovo della licenza e ci sono un certo numero di arbitrati che vedono in questo momento protagonista in Germania il gruppo di Sergio Marchionne.
Nei prossimi giorni si aspettano chiarimenti dai vertici di FCA circa i motivi di tale decisione.
Il successore Debortoli più recentemente è stato responsabile della progettazione, fornitura, e conoscenze del mercato tedesco in FCA. Il dirigente si è inoltre occupato delle vendite regionali sino alla metà del 2015 per i due famosi brand italiani di FCA. Vedremo dunque nei prossimi giorni cosa emergerà da questo cambio che sta interessando Fiat e Abarth in Germania.

mercoledì 29 marzo 2017

Il Quadrifoglio Verde di Alfa Romeo sulla Ferrari F1


Nei mesi scorsi vi avevamo parlato di una novità interessante che riguardava le nuove monoposto di Ferrari in Formula Uno per quanto concerne la stagione 2017. Queste infatti tra le tante novità per cui si caratterizzano hanno fatto parlare di se’, soprattutto gli amanti del Biscione, per la presenza del simbolo del Quadrifoglio verde di Alfa Romeo.
Questo simbolo per la prima volta è apparso da quest’anno nella carrozzeria delle monoposto e anche nelle vetture dei piloti Vettel e Raikkonen. Il Quadrifoglio Verde è stato fortemente voluto dal numero uno di Ferrari, Sergio Marchionne. L’amministratore delegato di Fiat Chrysler Automobiles sperava così di donare un po’ di fortuna alla scuderia del cavallino rampante, l’operazione sembra essere perfettamente riuscita.
Ovviamente non era solo questo l’intento di Sergio Marchionne, che in questa maniera ha anche voluto sancire una sorta di legame tra i due brand automobilisti italiani che hanno fatto la storia delle competizioni automobilistiche: Ferrari e Alfa Romeo. Questo anche in vista di un futuro possibile ritorno alla massima competizione automobilistica per la casa automobilistica del Biscione. Cosa che potrebbe avvenire a partire dalle prossime stagioni.
La vittoria di Vettel nel primo Gran Premio della stagione rende tutti più ottimisti e più di qualcuno pensa che il merito di questa vittoria possa essere anche della fortuna che il Quadrifoglio verde avrebbe donato a Ferrari.
Il Quadrifoglio verde di Alfa Romeo ha portato fortuna alla Ferrari nel primo Gran premio di questa stagione di Formula 1?
Del resto questo simbolo ha una storia a dir poco leggendaria Tutto cominciò all’incirca 100 anni fa quando Ugo Sivocci uno dei leggendari piloti di Alfa Romeo negli anni 20 insieme a Enzo Ferrari non riusciva più a vincere con la propria vettura che spesso finiva per subire dei guasti e non fargli completare le gare. A quel punto Sivocci decise in modo molto scaramantico di farsi dipingere sulla carrozzeria della sua auto un Quadrifoglio Verde. A quel punto come per magia il pilota iniziò ad inanellare una serie di vittorie incredibili e da li è nata la leggenda secondo cui il Quadrifoglio verde porta una gran fortuna.

Alfa Romeo Giulia in vendita anche in Messico


Nel paese centro americano che pullula di fan del Biscione arriva finalmente la nuova Alfa Romeo Giulia.                      Alfa Romeo Giulia è in vendita anche in Messico.                      Si tratta di un altro paese che si aggiunge ai mercati in cui la nuova berlina di segmento ‘D’ del Biscione che in Italia è in commercio da meno di un anno, è presente. In Messico c’è una grande moltitudine di fan della casa automobilistica del Biscione.
Fiat Chrysler Automobiles dunque ha deciso di puntare forte su questo paese nella speranza di far crescere ulteriormente le immatricolazioni della berlina che punta a diventare un vero e proprio successo commerciale in tutto il mondo. Sono due le versioni di Giulia presenti in Messico, la top di gamma Quadrifoglio e la Ti. Quest’ultima assomiglia molto da vicino alla Veloce. I prezzi partono intorno ai 50 mila euro per la TI mentre per la Quadrifoglio sono decisamente più elevati.
Alfa Romeo Giulia dunque arriva sul mercato di un altro paese, in cui i clienti possono attraverso il configuratore online realizzare la vettura dei propri desideri. L’obiettivo del Biscione con Giulia è quello di tornare ai fasti di un tempo. Da questo punto di vista la berlina di segmento D rappresenta una sorta di antipasto del nuovo corso di Alfa Romeo, che dopo il Suv  Alfa Romeo Stelvio, porterà da qui al 2020 numerosi altri modelli che andranno ad arricchire la gamma del Biscione.
Ricordiamo anche che in Messico le quotazioni di Alfa Romeo sono in netto rialzo da diversi mesi, l’arrivo di Alfa Romeo Giulia non potrà che fare aumentare notevolmente le vendite del celebre marchio automobilistico italiano. Il Messico è una paese in grande crescita e il suo mercato auto diventa sempre più importante anno dopo anno.
Dunque conquistare fette di mercato in questo paese può diventare importante. Questo anche se ovviamente il successo commerciale questo modello lo potrà raggiungere solamente se riuscirà a fare bene nei due mercati fondamentali per il segmento premium: Cina e America.

martedì 21 febbraio 2017

Dieselgate: Accuse contro Audi


Un documento proverebbe come i vertici dell'Audi fossero al corrente dei sistemi irregolari per aggirare le norme sulle emissioni. L'indiscrezione è di quelle di sicuro impatto: il settimanale tedesco Der Spiegel afferma di essere in possesso di un documento interno dell'Audi che prova come l'azienda abbia organizzato con “precisione militare” la tattica per aggirare le normative americane sulle emissioni di NOx, che avrebbe portato allo scandalo del Dieselgate.                              Secondo il report di Der Spiegel gli ingegneri Audi avrebbero proposto negli anni 2007 e 2008 l'introduzione di due modalità operative per le automobili al fine di rispettare le normative antinquinamento con l'applicazione delle quali il 90% degli ossidi di azoto venivano eliminati quando l'auto si trovava sul banco a rulli e il 30-70% quando si trovava su strada. Sempre secondo il settimanale tedesco gli ingegneri avrebbero sottolineato l'estrema necessità di questa soluzione negli Usa.                                                    Un avvocato di uno degli ingegneri sospesi, Ulrich Weiss, avrebbe affermato che il ceo dell'Audi, Rupert Stadler  sarebbe stato al corrente dei piani visto che alcuni componenti del team di ingegneri riportavano direttamente a lui. Lo stesso avvocato avrebbe inoltre mostrato in tribunale diversi documenti scambiati tra gli ingegneri e il reparto marketing che trattavano la materia, provando che fosse di fatto nota a vari livelli.

giovedì 16 febbraio 2017

Dieselgate Volkswagen - Ferdinand Piech il patriarca di casa Volkswagen dice tutto


Lo storico patriarca della casa automobilistica davanti ai magistrati ha sostenuto che i massimi dirigenti della società fossero a conoscenza della manipolazione delle emissioni, coinvolgendo di fatto anche l'odiato cugino Wolfgang Porsche. L'ultimo atto di una rivalità lunga almeno 50 anni: due capi famiglia che ancora oggi non si chiamano nemmeno per nome.
BERLINO - Sono i Montecchi e i Capuleti del capitalismo tedesco e non riescono a smettere di farsi la guerra neanche nel momento più tragico della loro storia. L’odio antico tra le due grandi famiglie dell’industria dell'auto tedesca, i Piëch e i Porsche, è scoppiato di nuovo in queste ore. Il vecchio patriarca della Volkswagen, Ferdinand Piëch ha sguainato la spada e sta tagliando la testa a tutti. Davanti ai magistrati, nei giorni scorsi, ha dichiarato che i vertici della Volkswagen sapevano tutti delle emissioni manipolate, ben prima dello scoppiare dello scandalo. Le sue affermazioni potrebbero far crollare la tesi principale del colosso di Wolfsburg, quella che i top manager e i proprietari fossero venuti a conoscenza della truffa nell’autunno del 2015. E rischiano di mettere un cappio al collo all’intero consiglio di sorveglianza. Dove siede anche l’odiato cugino, Wolfgang Porsche.
I Piëch e i Porsche, discendenti di Ferdinand Porsche, il geniale inventore del maggiolino ma anche della “macchina del popolo” tanto amata da Hitler, hanno trasformato l’azienda nel maggiore colosso automobilistico del mondo senza mai smettere di tramare l’uno contro l’altro, di riempire i rotocalchi di aneddoti sulle loro faide, di sorprendere la sobria Germania con le loro eccentricità.
Wolfgang neanche nomina Ferdinand per nome, lo chiama “mio cugino” o “F.” o “il nome che non pronuncerò”. L’innominato, dal canto suo, ama prendere il giro il ramo nemico per la frequentazione delle Waldorf Schulen, le scuole sterineriane dove i parenti, secondo lui, avrebbero imparato a “fare lavori manuali, l’uncinetto e a cantare” mentre lui avrebbe frequentato “un liceo per diventare tosti”.
I due clan si insultano da sempre come “contro-famiglia” (Piëch sui Porsche) o “il ramo senza nome” (Porsche sui Piëch). E la guerra è talmente antica da risalire ai figli del fondatore, Ferry e Louise.
Le cronache narrano di diverbi ferocissimi, anche fisici, tra i due. Louise ha poi sposato Anton Piëch, che ha costruito lo stabilimento Volkswagen a Wolfsburg, a tutt’oggi il quartier generale del colosso. Suo fratello Ferry si è dedicato alle macchine da corsa e ha sviluppato, tra le altre, la mitica Porsche 911.
Quando Ferry e Louise Porsche cominciarono negli anni ’70 a suddividere l’impero tra gli otto nipoti, le guerre tra di loro (e il giovane Ferdinand, all’epoca capo sviluppatore della Porsche, si distinse subito per gli scontri frontali con il cugino Hans-Peter) raggiunsero un livello tale da richiedere un intervento esterno. La famiglia decise di tentare una terapia di gruppo. In Austria, nella loro villa Schüttgut, si sottoposero a lunghe sedute che nei ricordi di Ferdinand furono litigiosissime. Alla fine, tuttavia, raggiunsero una tregua e presero una decisione che vale ad oggi. Nessun membro della famiglia avrebbe più potuto assumere un ruolo ai vertici della Porsche.
I due capi-tribù, però, trovarono comunque il modo di continuare a guerreggiare e a occupare i vertici delle controllate come Audi o, molto più tardi della casa madre Volkswagen. Peraltro, quando VW ha inglobato Porsche, quello che è sembrato l’assorbimento del marchio delle macchine da corsa da parte del produttore delle Golf, si è rivelata invece l’Opa delle due famiglie sul colosso di Wolfsburg. La holding di famiglia Porsche SA ne controlla il 50,7%.
Nella saga dei super-ego, come la chiamano i tedeschi, anche gli amministratori delegati sono diventati carne da macello. Noto per essere un maniaco dei dettagli e della qualità, Ferdinand Porsche ama liquidare i top manager con una sola, affilata frase, buttata in pasto alla stampa al momento giusto. Il patriarca del colosso di Wolfsburg è anche famoso per divorare le sue creature come Saturno. L’esempio più recente è proprio l’amministratore delegato dello scandalo, Martin Winterkorn. Peraltro, la tesi di un complotto di oscuri ingegneri del middle management che avrebbero manipolato undici milioni di motori è incredibile, ma è tuttora quella ufficiale di Wolfsburg.
Prima di cadere per le emissioni manipolate, Winterkorn aveva già subito un brutale tentativo di defenestrazione da parte del suo mentore. Per decenni Piëch era stato il king maker dell’uomo che ha battuto i giapponesi della Toyota trasformando il brand dai dodici marchi - tra cui Lamborghini, Audi, Seat, Skoda, Porsche - nel maggiore gruppo automobilistico del mondo. Per molti anni Winterkorn gli fu sempre a fianco, anche nei momenti del “pollice verso” verso altri top manager. Nel 2008, ad esempio, i due andarono a presentare la nuova Polo in Sardegna. I giornalisti chiesero a Piëch dell’amministratore delegato di Porsche, Wendelin Wiedeking. Lui rispose che “Il signor Wiedeking gode ancora della mia fiducia. Cancellate ‘ancora’”. Era il segnale. Anche se il cugino Wolfgang si oppose, il top manager era morto: si dimise poco dopo.
Nella primavera del 2015, Piëch tentò un colpo simile con Winterkorn. Stando alle indiscrezioni, perché era insoddisfatto dei risultati raggiunti sul mercato statunitense. Col senno di poi - e con le dichiarazioni di questi giorni ai magistrati - quel tentativo sta assumendo un significato diverso. Secondo i rumors, Winterkorn sarebbe stato informato sulle indagini degli americani già a febbraio. E avrebbe deciso di non reagire. Il 10 aprile Piëch fece l’ormai famosissima telefonata allo Spiegel e pronunciò le sei parole che avrebbero dovuto bruciare il capo di VW: “Prendo le distanze da Winterkorn”. Un caso?
Quella mossa, per la prima volta nella lunga carriera di Piëch, andò storto. Il cugino Wolfgang Porsche e il resto del consiglio si strinsero attorno al top manager e lo salvarono, anche se per pochi mesi. Il patriarca, invece, fu costretto a lasciare la guida del Consiglio di sorveglianza. I giornali titolarono con frasi pompose, “fine di un’era”, fioccarono i commenti sulla fine di un mito. Ma dalle cronache di questi giorni è evidente che non se n’è andato a mani vuote.
Nel secolo delle auto, l’unico elemento che è sempre riuscito a far rinsavire i due capi tribù di Porsche e Piëch, è stato il timore di perdere il controllo dell’azienda. Ne sa qualcosa il fratello maggiore di Ferdinand, Ernst Piëch: all’inizio degli anni ’80 minacciò di vendere le sue quote agli arabi. Le due famiglie fecero fronte comune e lo accompagnarono alla porta liquidandolo con 100 milioni di marchi. Oggi quelle quote valgono miliardi.


FCA - Da Cassino escono le prime Alfa Romeo Stelvio


Le prime mille unità di Alfa Romeo Stelvio saranno prodotte entro la fine di questa settimana. Lo ha confermato il segretario nazionale di Fim-Cisl Ferdinando Uliano. Queste unità prodotte serviranno per lanciare il Suv nei principali mercati europei e anche in quelli Nord americani. Sempre a proposito di Alfa Romeo Stelvio, a partire dal prossimo mese di marzo, la produzione passerà da un turno a 2 e lo stesso accadrà anche con la berlina Alfa Romeo Giulia.
Man mano che i due modelli arriveranno in tutti i mercati e cresceranno le richieste è probabile l’arrivo di nuove assunzioni che saranno necessarie al fine di garantire che vengano prodotte le giuste quantità dei nuovi modelli del brand milanese di Fiat Chrysler Automobiles. Insomma una bella notizia per tutti coloro i quali hanno a cuore le sordi della casa automobilistica del Biscione che non fa mistero di punatre forte su lfa Romeo Stelvio e Giulia per il rilancio in grande stile nel mondo dei motori.
Dal successo commerciale di Alfa Romeo Stelvio e Giulia dipendono molte cose. Se questo dovesse avvenire infatti ci sarà spazio per l’arrivo sul mercato di numerosi altri modelli per il momento non ancora previsti a partire dal 2020. Inoltre se gli ingenti investimenti che il Biscione ha effettuato per il lancio di questi due modelli andranno a buon fine allora ci sarà spazio anche per un ritorno del Biscione in Formula Uno così come paventato più volte dall’amministratore delegato Sergio Marchionne numero uno del gruppo italo americano.
Alfa Romeo Stelvio: i primi mille esemplari prodotti nello stabilimento Fiat Chrysler di Cassino entro la fine di questa settimana.
Grazie all’inizio della produzione di Alfa Romeo Stelvio, è stato anche annunciata la fine dell’utilizzo dei contratti di solidarietà a Cassino dopo 8 anni. Inoltre quando da marzo i turni per la produzione del Suv diventeranno due è facile ipotizzare che nei mesi successivi sarà necessario assumere nuovo personale. Insomma Cassino diventa sempre più centrale nel rilancio di Alfa Romeo e Il Biscione aiuta l’economica della cittadina ciociara.

Ferrari 812 superfast la nuova Ammiraglia del Cavallino


Al Salone svizzero sarà presentata la nuova berlinetta del Cavallino: un gioiello con motore V12 6.5 litri da 800 Cv e infinite raffinatezze tecniche.
Per l' 87 ° Salone di Ginevra la Ferrari presenterà in anteprima mondiale la nuova berlinetta 12 cilindri, la 812 Superfast , la Ferrari stradale più potente e prestazionale della storia. Una vettura con tanti contenuti innovativi e un significato particolare, perché la serie 12 cilindri è quella con la quale è iniziata ufficialmente la storia del Cavallino Rampante nel 1947.MOTORE — La 812 Superfast è spinta da un nuovo motore V12 da 6.5 litri, in grado di erogare 800 CV, con la potenza massima raggiunta a 8500 giri/minuto e una potenza specifica di 123 cv/l, valori mai ottenuti in passato da motori anteriori su vetture di serie e che esaltano la sensazione di sportività estrema soprattutto agli alti regimi. Adottato per la prima volta su un motore altamente prestazionale un sistema a iniezione diretta a 350 bar, assieme ai condotti di aspirazione a geometria variabile derivati come concetto dai motori F1 aspirati. Il cambio è un dual clutch che beneficia di rapporti specifici che, abbinati ai tempi di cambiata accorciati da una marcia all’altra, sia in up che e in down - shift, permette di rendere la risposta all’acceleratore ancor più reattiva. SISTEMI DI CONTROLLO — La 812 Superfast è equipaggiata con componenti e sistemi di controllo di ultima generazione, è la prima Ferrari dotata di EPS (Electric Power Steering), il servosterzo elettrico, integrato con gli altri sistemi e controlli presenti sulla vettura, inclusa la versione 5.0 del sistema Ferrari Brevettato Side Slip Control (SSC) . Tra i sistemi integrati anche il Passo Corto Virtuale 2.0 (PCV). STILE — Disegnata dal Centro Stile Ferrari, la nuova 812 Superfast sottolinea con forme e proporzioni molto sportive l’eccezionale livello prestazionale della vettura. Come in tutte le Ferrari stile e funzioni aerodinamiche si plasmano al meglio in soluzioni e forme innovative. Due esempi sono il frontale multifunzionale che integra tra le altre l’ingresso a portelle dinamiche sulla parte anteriore del fondo, e il parafango posteriore che presenta un inedito by - pass aerodinamico per incrementare il carico. INTERNI — L’interno della 812 Superfast è stato rivisto, preservando spazio e comfort: l’abitacolo ha un’anima puramente sportiva, ma allo stesso tempo raffinata e essenziale. La plancia ha una struttura orizzontale passante che ingloba le bocchette aria e crea una scultura metallica. I nuovi sedili si distinguono per un’ergonomia ottimale e uno stile leggero e sportivo.

giovedì 2 febbraio 2017

Alfa Romeo Giulia fa crescere il Marchio del Biscione negli USA


Gennaio 2017 non è stato sicuramente un grande mese per Fiat Chrysler Automobiles negli Stati Uniti. La stragrande maggioranza dei brand che fanno parte del gruppo italo americano hanno infatti segnato un calo delle immatricolazioni rispetto allo stesso periodo del 2016. Una delle poche eccezioni è rappresentata da Alfa Romeo.
La casa automobilistica del Biscione, forte del debutto della nuova berlina di segmento ‘D’ Alfa Romeo Giulia inizia a crescere sull’importante mercato americano. Ovviamente si parla di piccolissimi numeri che però rappresentano pur sempre un inizio per un brand che da molti anni mancava dal mercato USA con una vettura che nel lungo periodo potrebbe essere capace di ottenere buoni risultati.
Le ordinazioni della berlina italiana negli Stati Uniti si sono aperte lo scorso 17 gennaio. In totale sono state 70 le Alfa Romeo Giulia ordinate in questi primi giorni negli States. Queste hanno portato il numero complessivo delle auto del brand del Biscione vendute nel mese di gennaio in USA a 108. Questo risultato significa che le immatricolazioni della casa milanese che fa parte di Fiat Chrysler Automobiles negli States sono aumentate del 59%.
Si tratta di un risultato totalmente opposto a quello del brand Fiat che invece ha subito un calo del 9 per cento. Mentre sicuramente più somiglianze vi sono con i dati che provengono da Maserati capace di crescere nello stesso mese in USA del 69% grazie al suv Maserati Levante.
Alfa Romeo  grazie alla berlina Giulia  le vendite iniziano a crescere negli USA.
Ovviamente se davvero Alfa Romeo tornerà a contare qualcosa nell’importante mercato auto americano lo capiremo solo nel corso dei prossimi anni. Del resto è stato lo stesso numero uno del Biscione, l’amministratore delegato Reid Bigland a dire che il rilancio del brand di Arese non è una gara di velocità ma bensì qualcosa di più simile ad una corsa di resistenza. Con l’arrivo di Alfa Romeo Stelvio e una Giulia che nel frattempo sarà arrivata sul mercato con la gamma al completo sicuramente i numeri del Biscione si faranno molto più interessanti.

lunedì 30 gennaio 2017

FCA 400 nuovi concessionari negli USA


I piani di espansione di Fiat Chrysler Automobiles negli Stati Uniti prevedono, nel corso dei prossimi anni, la nascita di oltre 400 nuovi concessionari che andranno a potenziare, in modo sostanziale, la rete di vendita del gruppo italo-americano oltreoceano dove sono già 2500 gli showroom attivi. La notizia, riportata da AutoNews, riguarda tutto il gruppo Fiat Chrysler e non fa un riferimento preciso ai marchi ed alle strategie di espansione del gruppo italo-americano.
A conti fatti, quindi, non possiamo valutare con precisione il peso che avrà Alfa Romeo nel processo di espansione di FCA negli USA. Come noto, una delle ragioni che ha spinto il brand italiano a non commercializzazione subito la Giulia oltreoceano, oltre ad una serie di motivazioni tecniche, è legata alla presenza di una rete di vendita e distribuzione ancora insufficiente.
In sostanza, nei prossimi mesi il gruppo FCA dovrà potenziare notevolmente la sua rete di vendita per sostenere al meglio la distribuzione dei nuovi modelli, Giulia e Stelvio, negli Stati Uniti. Il numero preciso delle concessionarie che apriranno con marchio Alfa Romeo, che come noto verrà spesso abbinato a Maserati oltreoceano, non è ancora noto.
Stando a quanto riporta la fonte di quest’informazione, sono due gli aspetti che rendono l’aggiunta di 400 nuovi punti vendita di FCA negli USA poco convincente. Da una parte, l’incremento del 15-20% degli showroom potrebbe, infatti, creare una concorrenza interna eccessiva che potrebbe portare al fallimento di alcuni concessionari e, quindi, ad una futura riduzione dei punti vendita.
Un altro aspetto da valutare è legato alle tempistiche dietro questo potenziamento della rete di vendita. Secondo alcune fonti, infatti, l’ampliamento del numero di concessionari arriverebbe un po’ in ritardo rispetto alle richieste del mercato USA che, dopo alcuni anni di forte crescita, potrebbe tornare a registrare una leggera flessione nell’immediato futuro.
Staremo a vedere nel corso dei prossimi mesi come evolveranno le cose. Sarà interessante, inoltre, valutare in che modo si evolverà la rete di vendita di Alfa Romeo. Il marchio italiano, al momento, venderà Giulia e Stelvio negli USA (oltre le 4C) ma in futuro punterà ad espandere ulteriormente la sua gamma con almeno due modelli di segmento E. Un potenziamento della rete di distribuzione è, quindi, fondamentale.

Alfa Romeo 156

Il progetto dell'Alfa 156 risale al 1993, quando l'Alfa Romeo iniziò a pensare alla sostituta dell'Alfa 155, che doveva essere capace di esprimere tutto lo spirito Alfa Romeo e la sua tradizione dal cuore sportivo e dalla linea italiana.
Il nome in codice era "progetto 932", ma per gli uomini del Centro Stile di Arese fu subito Giulietta. Un nome evocativo e romantico che rispecchia l'atmosfera di grande passione per il marchio, che all'Alfa Romeo, forse più che in ogni altro centro creativo al mondo,
è una presenza quasi palpabile. Anche se poi la scelta è caduta sull'identificare la nuova
vettura con il numero 156 per esigenze di coerenza con il resto della gamma, l'appellativo Giulietta è il simbolo della volontà di ritornare alle origini per fare una "vera" Alfa Romeo.
Erano tre i disegni candidati. Uno da Pininfarina, uno da Italdesign ed uno del Centro Stile Alfa Romeo (condotta da Walter de' Silva). L'idea era quella di dare alla 156 la personalità che la
155 non aveva. Il disegno del Centro Stile di Arese ricordava tre storiche Alfa Romeo: la 1900, la Giulietta e la Giulia. "La 156 ha per noi un'importanza fondamentale, perché ci ha dato la possibilità di riaffermare
la tradizione che conoscevamo, di far emergere la grande cultura di prodotto che c'era all'Alfa Romeo, ma senza presunzioni, lo avevamo già annunciato con la concept car Nuvola, che era una sorta di manifesto, una dichiarazione di intenti e di tendenze"
disse Walter de' Silva, direttore del Centro Stile di Arese.
Quello della 156 si trattava di un progetto che si poneva su alti livelli produttivi:
110.000/115.000 unità l'anno destinate ai mercati di 48 paesi. A quel tempo l'Alfa Romeo era
in una situazione economica molto difficile, anche perchè si stava pensando alla sostituta della 164, la 166, che venne poi lanciata circa un anno dopo la 156, quando questa aveva già raggiunto un ottimo numero di vendite.
Fu il 9 ottobre 1997 quando l’Alfa Romeo iniziò una brillante riscossa, presentando alla stampa internazionale, a Lisbona, l'Alfa 156, con la quale si riappropria per intero della propria
tradizione e insieme del posto che gli compete nel ristretto cerchio dei costruttori di vetture sportive di prestigio.
Poco più di un mese dopo, il 27 novembre 1997, 56 giornalisti di 21 paesi europei elessero la
156 Auto dell'Anno 1998. Il premio più prestigioso della stampa automobilistica internazionale (premio al quale si aggiungeranno, in seguito, altri 35 riconoscimenti). La 156 è una vettura dall'impostazione assolutamente originale. La sua linea è forte e
muscolare, decisamente piantata sulla strada. Materiali speciali, come magnesio e leghe in alluminio, motori potenti e prestazionali, un sistema di sospensioni evolute, grande sicurezza attiva e passiva. Moltissimi sono i richiami ad elementi stilistici delle Alfa del passato come il frontale, caratterizzato da una sezione mediana del cofano fortemente angolata, culmina con
lo scudetto dell’Alfa, di grandi dimensioni ed annegato nel paraurti. Questo particolare ha determinato lo spostamento della targa sul lato Sinistro del frontale. Le maniglie delle porte anteriori in alluminio, la scelta di disporre le maniglie della porte posteriori non sulla fiancata
ma sul montante, che oltre a pulire la linea, conferiscono al modello un carattere da coupè,
per finire con una coda che ricorda nella convessità del bagagliaio quella della mitica Tz.
L'interno è un tripudio di richiami al passato, con gli strumenti a fondo grigio come la vecchia berlina 2000, i due grandi strumenti davanti al pilota e i tre piccoli sulla consolle centrale
orientati verso il posto guida, nonché il taglio del lunotto, sono chiari elementi di recupero del passato stilistico delle Alfa Giulietta e Alfa 1750.

sabato 28 gennaio 2017

Alfa Romeo Stelvio in vendita da fine Febbraio


Con l‘apertura degli ordini della First Edition, il nuovo SUV Alfa Romeo Stelvio è, finalmente, diventato una realtà del mercato delle quattro ruote. Come già anticipato nei giorni scorsi, la versione First Edition dello Stelvio,  un modello full-optional con motore 2.0 turbo benzina da 280 CV, è disponibile con un prezzo di partenza di 57.500 Euro.
Gran parte dei clienti interessati all’acquisto dello Stelvio sono però in attesa del via delle vendite per tutta la gamma del SUV ed, in particolare, dei modelli con motore turbodiesel che in Europa rappresenteranno il fulcro delle vendite del nuovo modello di casa Alfa Romeo. Secondo gli ultimi rumors, il nuovo Alfa Romeo Stelvio dovrebbe essere pronto per la commercializzazione anche in versione base entro fine febbraio quando si terrà il primo porte aperte dedicato al SUV in tutte le concessionarie italiane del marchio.
Il nuovo Alfa Romeo Stelvio dovrebbe presentarsi sul mercato con un listino prezzi di partenza di circa 38 mila Euro (un prezzo come prevedibile di poco superiore rispetto alla Giulia base che parte da 35.500 Euro). La gamma di motorizzazioni disponibile al lancio comprenderà il 2.2 turbodiesel già visto sulla Giulia che dovrebbe essere declinato in due varianti, una da 180 CV ed una, disponibile anche con trazione integrale, da 210 CV. In listino il SUV sarà disponibile anche in una versione benzina entry level con il 2.0 da 200 CV già visto sulla Giulia
E’ bene sottolineare che, almeno per il momento, Alfa Romeo non ha rilasciato ancora informazioni ufficiali in merito alla gamma dello Stelvio che sul sito ufficiale è disponibile unicamente nella già citata First Edition. Nel corso delle prossime settimane, in ogni caso, dovrebbero arrivare le conferme che attendiamo. C’è da dire, inoltre, che lo Stelvio sarà protagonista al Salone dell’auto di Ginevra di inizio marzo e, quindi, la casa italiana potrebbe decidere di aprire gli ordini della gamma completa del suo SUV soltanto dopo la fiera elvetica al fine di sfruttare al massimo la vetrina di Ginevra.
A prescindere da quando inizieranno le vendite del SUV e da quale sarà l’effettivo listino prezzi (la fascia di prezzo è oramai nota, mancano solo i dettagli), lo Stelvio rappresenta una risorsa fondamentale per la crescita di Alfa Romeo, in Europa ed in Nord America. In un mercato in cui i SUV giocano un ruolo da protagonisti assoluti ed in cui il settore premium diventa sempre più significativo, Alfa Romeo, dopo il successo della Giulia, ha tutte le possibilità di continuare al meglio il suo programma di crescita su scala internazionale.

mercoledì 18 gennaio 2017

FCA: Fiat Panda - la Regina della Dakar 2017

Può una Fiat Panda diventare la regina di una delle corse più massacranti al mondo? Sì se parliamo della PanDakar che ha partecipato alla difficilissima Dakar 2017, uno dei raid in cui già la sola partecipazione è di una difficoltà assoluta. Nello specifico “per la prima volta nella storia della Dakar, la prima auto italiana, la prima vettura Fiat, la prima utilitaria derivata dalla serie ha tagliato il traguardo finale del raid per eccellenza”: un risultato davvero incredibile per la vettura che è sempre stata simbolo di estrema comodità e praticità in città.
Sebbene l’edizione 2017 della Dakar sia stata aggravata dalla presenza del maltempo in buon parte delle tappe, la Panda allestita per la Dakar ha concluso con successo tutte le tappe della manifestazione che si è svolta tra Argentina, Bolivia e Paraguay. Il risultato riceve ancor più valore visto che dei 93 equipaggi iniziali soltanto 53 hanno concluso la gara: tra questi proprio l’equipaggio del team Orobica Raid che ha condotto la PanDakar ad una degna conclusione della competizione. L’erioina della Dakar 2017 è stata dunque la PanDakar, una vettura strettamente derivata dalla Panda: nello specifico la vettura che ha partecipato alla dura competizione è stata una Fiat Panda 4×4 Cross, dotata di un potente ed efficiente motore 2.0 Multijet da 180 cv completamente di serie, che è stata oggetto soltanto di alcuni piccoli interventi resi necessari per adattare l’utilitaria alle sollecitazioni estreme che la Dakar comporta.
Nel corso della sua avventura la Fiat PanDakar ha attraversato 3 Paesi dell’America Latina, Argentina, Bolivia e Paraguay, e ha percorso un totale di quasi 9.000 km di cui più di 4.000 km di estenuanti prove speciali. In particolare la PanDakar è stata sottoposta ad ogni genere di sollecitazione: 12 tappe totali, 7 prove speciali hanno superato i 400 km, di cui una ha superato i 500 km; per ben 5 giorni e più di 2.200 km vettura ed equipaggio hanno dovuto fronteggiare le problematiche dovute alla carenza di ossigeno dovuta all’altitudine, mai sotto i 3.500 metri. Inoltre, le temperature spesso superiori ai 40°, unite all’estrema variabilità del tempo, hanno contribuito a mettere a durissima prova sia la resistenza meccanica della PanDakar, che quella fisica dell’equipaggio.
Grande merito per l’exploit raggiunto va infatti oltre che alla Fiat PanDakar anche al team Orobica Raid. Il team, nato nel 2008 vanta una lunghissima esperienza nel settore dei rally raid e si compone di personale altamente specializzato in raid di lunga durata proprio come la Dakar. Il team Orobica Raid è stato guidato nella Dakar 2017 da Giulio Verzelletti, pilota con all’attivo 15 Dakar in moto, auto e camion, e Antonio Cabini, che ha partecipato a ben 20 Dakar in moto, auto e camion oltre che da Nicola Montecchio che ha curato con successo l’intero aspetto motoristico, in particolare quello legato alle elevate altitudini raggiunte e percorse durante l’intero raid.